il certosino - blog
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 14/01/2009 @ 13:40:27, in Vita e dintorni, linkato 49 volte)

Sono rimasto di stucco (eufemismo) quando ieri sera, ritornato dopo 5 mesi all'Osteria della Mattonella di Via Nicotera, mi sono accorto che un pò di cose erano cambiate. No, il locale era sempre lo stesso: la cucina a vista, le maioliche antiche e nuove in una perfetta posa astratta, il solito vociare.

Ma la sensazione che mancasse qualcosa o che quel qualcosa non quadrasse era tangibile.

Ci siamo seduti, è arrivata la moglie una persona simpaticissima e sanguigna (napoletanissima) e nello stesso tempo dallo sguardo vagamente timido. Una vecchia polemica scherzosa, ma non troppo, su cosa usare come pasta per la mitica genovese, ci ha sempre contrapposto. Lei, giocando sulla questione, ha finto di non riconoscermi chiedendomi "è la prima volta che venite qui?". Io le ho sorriso e con voce impostata ho risposto " Signurì faciteme parlà co' mast'" In quel momento un sorriso, tra l'ironico e il mortificato, gli è spuntato sul volto e guardandomi dritto negli occhi mi ha risposto "O' mast' nun è più, so' duje mise".

Che devo dire, Peppino era un amico, nel senso che anche se non ci frequentavamo ci scambiavamo spesso, complice una sigaretta fumata fuori dal locale, confidenze e pareri. L'ultima volta a luglio mi confidò speranze e preoccupazioni per l'attività che stava avviando al figlio, una paninoteca, su a Via Manzoni.

Di Peppino è rimasto poco li alla Mattonella, forse solo il mitico stereo per auto a mangianastri collocato su una mensola che, quando lui era li, suonava "O' zappatore". Lui puntualmente la mimava con tanto di cappellaccio. Ieri era spento. Un moderno compatto stereo lo ha sostituito.

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Di Admin (del 03/01/2009 @ 18:36:49, in Economia, linkato 37 volte)

E' un vecchio film di Frank Capra (1946) "La Vita è una cosa meravigliosa" protagonista James Stewart. Mi è venuto in mente mentre pensavo ai commenti che in queste ore sono passati continuamente alla Tv ed alla radio su i primi dati di vendita a saldi aperti.

Non sono incoraggianti, non non lo sono affatto. E cosi mi è tornato in mente la scena di questo film americano, zeppo di buonismo e dal lieto fine, che da ragazzino aveva avviato la mia fantasia. La corsa della gente a ritirare i propri soldi dalle banche per paura di perdere tutto, il crack finanziario, la disperazione e la miseria, infine un angelo - seppur di seconda classe - che per "guadagnarsi le ali" si prodiga per convincere il protagonista del film a non cedere al suicidio .

In realtà la cosa è realmente avvenuta, colpa la paura, quella che in questo periodo ha preso un pò tutti, tante gente si è  ritrovata sul lastrico e qualcuno , ahinoi, è finito tragicamente.

E' una spirale viziosa quella che si è innescata.

La paura di spendere, condivisibile ma esagerata oltre il necessario, frena  - allo stato -  un economia che ha bisogno che la circolazione del danaro non si blocchi provocando danni inimmaginabili.

Faccio un esempio non proprio paradossale: la fabbrica X ha 100 operai che svolgono il proprio lavoro in produzione ma siccome che i prodotti non vengono venduti la produzione cala fino a rendere necessari gli ammortizzatori sociali (che in ogni caso paghiamo tutti noi). Dopo un periodo più o meno breve i benefici della cassa integrazione vanno a decadere, scatta la mobilità, poi, inevitabilmente, quegli operai perdono il posto di lavoro, la fabbrica chiude. Fallisce cosi miseramente un'economia che è basata sui consumi.  Allo stato non ce ne un'altra e riconvertirla presuppone un tempo più o meno lungo. In attesa, chi non ha più il lavoro, dovrà "arrangiarsi".

E' uno scenario che fa rabbrividire, forse un pò esagerato, ma realistico.  

La diffusa crisi economica, che coinvolge tutte le nazioni, andrebbe gestita con un minimo di accorta fiducia non esagerando, ne in un senso ne nell'altro, ma con attenzione e sensibilità.

Rimbocchiamoci le maniche.

 

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Di Admin (del 13/12/2008 @ 17:34:01, in Vino news, linkato 38 volte)

 

Nei locali dell'enoteca il Certosino a Nocera Inferiore (Sa) in Via Dentice D'Accadia, 48 (zona Sperandei) si terrà il prossimo mercoledi 17 dicembre alle ore 21:00 una  degustazione guidata dedicata ai vini dell'Azienda Vitivinicola “Masseria Felicia” , guidata dalla Dott.ssa Felicia Brini.

Nell’occasione saranno messi a confronto i tre Falerno del Massico DOC rossi prodotti dall'Azienda Massicana.

Nel corso della serata si svolgerà anche una verticale dedicata al prodotto di punta di Masseria Felicia: il “Falerno del Massico etichetta bronzo” : Un vino di grande carattere e vanto dell'enologia campana. I millesimi posti a confronto (partendo naturalmente dal più giovane) saranno il 2002  il 2003 e il 2004, lo  scopo sarà  di valutare l’evoluzione, nelle diverse annate, del prodotto .

I vini che Masseria Felicia sottoporrà ai degustatori saranno: 

• FALERNO DEL MASSICO DOC ROSSO, Aglianico e Piedirosso (80% e 20%) sono la base di questo Falerno vinificato ed elevato in acciaio

• FALERNO DEL MASSICO DOC ROSSO ARIAPETRINA, elevato in barrique francesi per 8 mesi e affinato in bottiglia per altri 8.

• FALERNO DEL MASSICO DOC ROSSO ETICHETTA BRONZO, vinificato in tronco conici aperti di castagno, elevato in barrique francesi per 12/14 mesi, affinato in vetro per 12 mesi. 

Il Certosino proporrà, in abbinamento ai vini, un tagliere di salumi di Gioi (soppressata e salciccia) , una porzione di cacio bufala di Casa Madaio e gli scaldatelli tradizionali di Pasqualino Marinacci.

Alla degustazione potranno partecipare un massimo di  20 persone.

Il contributo di partecipazione è stato fissato in 15 euro (Sconto 10% per i soci AIS e Slow Food)

Le prenotazioni, impegnative, potranno essere inoltrate telefonando al : 081 517.16.97

o inviando una mail all'indirizzo  info@ilcertosino.it , indicando il numero dei partecipanti e i loro dati anagrafici.

Per ulteriori informazioni consultare il sito del Il Certosino www.ilcertosino.it

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Di Admin (del 12/12/2008 @ 10:04:58, in Alimentazione, linkato 35 volte)

 

(Elisabetta Fezzi da enotime)

Il classico cesto con vini e cibi pregiati è un’ottima scelta per i regali natalizi, consumato ed apprezzato da chi lo riceve Quello gastronomico è un regalos empre gradito, e non bisogna certo scervellarsi prevedendo cibi esotici ed inavvicinabili, perchè l’italiano a tavola è e rimane tradizionalista.

Infatti in una recente inchiesta effetuata lo scorso Ottobre da Demos & Pi per Coop emerge che alla domanda “Quando si trova a tavola per piacere, cosa preferisce?” la risposta evidenzia la pasta con il 43.5% delle preferenze, il pane e iprodotti da forno con il 19.5%, il vino con il 17%, i dolci ed il gelato con il 12,4% e la carne con il 9,2%. Importante solo per l’8.6% degli intervistati l’acqua naturale, per 7,9% la frutta, per il 7,5% la verdura, per 6% il pesce. Dal sondaggio emerge anche che ben il 46,4 % degli intervistati beve vino almeno una volta alla settimana, contro il 30% della birra e il 9,9% dei superalcolici.

Dunque regalare del buon cibo completato con una o più ottime bottiglie appaga chi lo riceve anche per l'affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio.

L’affermazione degli acquisti di prodotti alimentari di qualità da regalare a se stessi o agli altri è dimostrata anche dal fatto che i consumi di cibi e bevande sono quelli che fanno registrare l'andamento piu' favorevole con un aumento della spesa dell'1,8% in termini monetari superiore a tutti gli altri beni, fatta eccezione per farmaci ed utensili per la casa. Infine regalare sono proprio le specialità alimentari ed i buon vini i regali con il minor tasso di "riciclo", visto che chi li riceve ben volentieri li consuma lui stesso.

L'orientamento verso regali utili come quelli alimentari è favorito dall'esistenza di cesti enogastronomici per tutte le tasche, con prezzi che possono variare da poche decine a centinaia di euro a seconda dei prodotti, ma la nuova tendenza del 2008 è quella di regalare cesti che contengono prodotti del territorio che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere in tavola, per evitare che con i trasporti vengano emessi gas ad effetto serra che favoriscono i cambiamenti climatici.

Secondo una indagine Coldiretti - Swg in vista del Natale, nonostante la crisi finanziaria non si rinuncia ai prodotti di elevata qualità e nel 2008 crescerà dell'8% la percentuale di consumatori che acquista regolarmente prodotti a denominazione di origine (ben il 28%) e del 23% di quelli che comperano cibi biologici, i quali però interessano una fetta piu' ridotta della popolazione (circa il 16%).

L'agroalimentare Made in Italy può contare sulla leadership europea nella produzione biologica e nell'offerta di prodotti tipici con ben 174 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4396 specialità tradizionali censite dalle regioni mentre sono 487 - conclude la Coldiretti - i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 35 Docg e 136 Igt) pari ad oltre il 60% della produzione vinicola nazionale.

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Di Admin (del 20/11/2008 @ 11:54:22, in Eventi, linkato 1005 volte)

La promozione e il marketing territoriale rappresentano strumenti fondamentali per "comunicare" caratteristiche, metodi, qualità e valori di un cultivar che io definirei il "Brachetti" dei vitigni a bacca bianca. Trasformista, come il celebre Arturo Brachetti, assume aspetti nella vinificazione che non sono solo il prodotto e il carattere del terroir di provenienza, che allo stato determinano le 15 tipologie riconosciute, ma anche condizionate da una miriade di micro specificità pedoclimatiche che, proprio in seno a queste stesse tipologie, offrono differenti sfumature e micro tipicità a dir poco stupefacenti . Come sempre il lavoro in vigna resta fondamentale, le pratiche di cantina, invece, fanno storia a se'.

E' forse il motivo per cui questo vitigno ha cominciato ad affascinare Terroiristi e Wine Maker che lo hanno impiantato in Molise, in Puglia, in Basilicata e in Calabria con egregi risultati , devo dire. Fresca, fruttata, equilibrata ora anche arrotondata in barrique e spumantizzata, la Falanghina, vino, offre una gamma eccezionale di "diversità" che permettono abbinamenti di grande fascino e di eccellente soddisfazione gustativa.

E' giusto quindi, oltrechè conveniente se non indispensabile, sostenerla con eventi specifici come questa rassegna.

Per questa quarta edizione ufficiale (ottava se contiamo i neolitici tentativi precedenti) sono stati coinvolti 57 produttori. La parte da leone la fa la provincia di Benevento con ben 38 presenze ma anche la provincia di Napoli mette a segno un incoraggiante incremento di presenze che passano dalle 5 del 2005 alle 15 attuali.

Tutto bello e perfetto nella splendida cornice del Grand Hotel Vesuvio sul lungomare più affascinante del mondo.

Una tiratina d'orecchi, che non manca mai nell'ottica della critica costruttiva, va alla parte istituzionale. Nonostante la qualificata presenza di Aniello Troiano, in rappresentanza dell'assesorato all'agricoltura e attività produttive della Regione Campania, si è dovuto registrare l'assenza proprio dell'Assessore al ramo. Un'occasione come questa non è da bucare, egregio assessore, in un momento in cui il supporto attivo dell'istituzione va testimoniato con forza e autorevolezza.

Altra tiratina di orecchie a quelle aziende che, seppur presenti nel folder "I Protagonisti", hanno fatto mancare al banco d'assagio i loro vini. Ma come proprio alla prima? Peccato !

Quelli offerti in assaggio, presentati e serviti egregiamente da un qualificatissimo plotone di Sommelier dell' AIS , hanno deliziato gli appassionati e i professionisti del settore. Molti i vini, secondo me, che hanno totalizzato oltre 80 nella scheda a punti.

Buona la prima , allora.

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Di Admin (del 08/11/2008 @ 11:15:11, in Formaggi News, linkato 29 volte)

 

Domenica 9 e 16 novembre a Talamello, suggestivo borgo nel cuore del Montefeltro, in provincia di Pesaro-Urbino, l’Amministrazione comunale e i produttori invitano tutti i buongustai alla XXIII^ Fiera del Formaggio di Fossa, L’Ambra di Talamello, appuntamento che si rinnova anno dopo anno e che è diventato oramai un evento cardine dell’autunno feltresco.

Nelle due domeniche di novembre Talamello diventerà infatti una vera e propria terrazza del gusto, dalla quale si potrà anche ammirare il suggestivo paesaggio del Montefeltro.

Talamello è, insieme a Sogliano sul Rubicone, la “patria” del formaggio di fossa. Una storia e tradizione unica nata nel Medioevo, tramandata fino ai nostri giorni. Il prelibato prodotto di oggi è dunque il risultato di quella tradizione che si rinnova e che trova ampia documentazione attestante la fedeltà ai procedimenti di produzione e infossatura antichi.

Talamello è tra l’altro l’unica realtà che conserva l’antica consuetudine di infossare il formaggio solo una volta all’anno. La fiera sarà ricca di sorprese, iniziative ed eventi, tra cui risalteranno i sapori. Negli stand gestiti dall’Associazione Culturale “Talamello in festa” e dalla Pro Loco, oltre che nei ristoranti del centro, si troveranno appetitosi e originali menu a base di formaggio di fossa e, come da tradizione, saranno proposti, anche quest’anno, i “gemellaggi gastronomici” con altre produzioni tipiche e tradizionali d’Italia. Ma non solo.

Oltre ad avere le fosse che custodiscono il sapore irripetibile del formaggio, il piccolo borgo è anche uno scrigno d’arte, per la presenza di importanti opere quali il Crocefisso di Scuola giottesca (Giovanni da Rimini, 1300); la ‘Cella’, adiacente al cimitero, recentemente restaurata, affrescata, nel 1437 da Antonio Alberti da Ferrara; il Museo-pinacoteca Gualtieri “Lo splendore del reale”, costituito dai 42 dipinti che il pittore italo-francesce di origini talamellesi Fernando Gualtieri ha donato al Comune. Un piccolo tesoro da non perdere. Info: tel. 0541 920036 - www.comune.talamello.pu.it

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Di Admin (del 30/10/2008 @ 18:57:28, in Conoscere il vino, linkato 34 volte)

Un occasione di eccezionale convivialità nell'evento che presentiamo il prossimo 6 di novembre.

Quattro "vini novelli" a confronto in una interpretazione senza troppo impegno ma con una massiccia dose di allegria. Sicilia, Campania, Umbria e Toscana le regioni di provenienza.

I profumi e i sentori fruttati di questo particolare prodotto dell'uva verranno offerti in un abbinamento classico fatto di caldarroste di Montella, rigorosamente cotte con il mitico focolare in latta stagnata alimentato a carbonelle, e pepite di formaggio vaccino e pecorino della tradizione italiana.

Ticket di partecipazione € 10 (dieci).

E' obbligatoria la prenotazione che può essere effettuata telefonicamente al numero 081 517.16.97 o via mail all'indirizzo info@ilcertosino.it.

Francesco

 

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Di Admin (del 17/10/2008 @ 19:16:35, in Eventi, linkato 32 volte)

Torna a Torino dal 23 al 27 ottobre l'appuntamento internazionale con il Salone del Gusto organizzato da Slow Food Italia.

Il salone, gemellato a "Verso Terra Madre", è sicuramente un'appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati di enogastronomia che vogliono approfondire la filosofia del " buono, pulito e giusto".

La kermess articolata su vari temi e con padiglioni specializzati offre un percorso di eccezionale interesse che attraversa 5 tappe fondamentali : Mercato, cucine e isole del gusto, La Banca del Vino, l'Enoteca, Verso terra madre e i Presidi Slow Food.

Il tutto è arricchito da attività di Educazione Alimentare e da una serie di eventi specifici, conferenze e musica.

Chi volesse approfondire può visitare il sito istituzionale della manifestazione all'indirizzo:  http://www.salonedelgusto.it/ita.

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Di Admin (del 03/10/2008 @ 17:44:16, in Conoscere il vino, linkato 48 volte)

 

I vini fortificati sono sicuramente fra i vini meno valorizzati e meno compresi di tutto lo scenario enologico. Eppure la loro grandezza è parte fondamentale della storia enologica degli ultimi secoli, quando questi vini erano capaci di dare vita a fiorenti attività commerciali e la loro importanza e reputazione era certamente ben più alta di quanto lo sia stato fino ad oggi.

Eppure la straordinaria grandezza di questi vini non è cambiata nel corso del tempo, le tecniche usate per la loro produzione sono rimaste sostanzialmente le stesse, si basano sempre sugli stessi fenomeni capaci di conferire loro qualità estremamente particolari e complesse. Va premesso che la categoria dei vini fortificati comprende in realtà una classe piuttosto estesa di vini dalle qualità e tipicità molto diverse fra loro e va considerato che, in definitiva, la fortificazione non è altro che una tecnica enologica che ha principalmente lo scopo di stabilizzare un vino.

Prima di procedere in dettaglio con le qualità organolettiche di questi vini, è opportuno illustrare il processo della fortificazione e il suo significato. La fortificazione è quella tecnica enologica che consiste nell'aggiungere ad un vino, durante una specifica fase del suo processo produttivo, una determinata quantità di alcol.

L'effetto più evidente di questa tecnica è l'aumento del grado alcolico del prodotto finale, che può raggiungere anche i 20°, tuttavia la fortificazione viene utilizzata prevalentemente per stabilizzare un vino e prevenire quindi eventuali deterioramenti.

Spesso l'alcol viene aggiunto al vino in fermentazione, come per esempio nei Porto o nei Vin Doux Naturel Francesi, in modo da inibire l'attività dei lieviti, bloccando quindi il processo di trasformazione degli zuccheri in alcol e conferendo dolcezza al vino. L'alcol può essere aggiunto anche al termine della produzione di un vino, come nel caso del Jerez Fino (Sherry) o del Marsala Vergine, ottenendo quindi un prodotto molto secco in cui l'alcol, oltre ad aumentare il grado alcolico, contribuirà all'equilibrio. I vini fortificati, detti in Italia anche vini liquorosi o vini alcolizzati, comprendono in realtà una quantità molto vasta di prodotti, anche molto diversi fra loro, dai vini dolci a quelli secchi, così come a vini speciali che subiscono processi particolari e unici che conferiranno loro caratteristiche straordinarie, come lo Jerez (Sherry), il Marsala o il Madeira.

Fra tutti i vini fortificati, probabilmente sono proprio questi ultimi ad essere meno valorizzati e compresi, tuttavia la loro complessità, eleganza e magnificenza non hanno nulla da invidiare a qualunque altro tipo di vino, le loro qualità uniche costituiscono, di fatto, uno degli esercizi più complessi ed entusiasmanti della degustazione sensoriale, in particolare nella valutazione degli aromi. Va anche ricordato che il prestigio di questi nobili vini fu largamente compromesso da scelte commerciali deprecabili, in particolare nel secolo scorso, immettendo sul mercato interpretazioni “discutibili” e abusando della fama dei loro nomi che garantiva una facile vendita. Il risultato è ancora oggi visibile, nonostante gli sforzi dei produttori tesi alla tutela dei loro prodotti e dei gloriosi nomi e supportati da rigorose procedure di qualità, la loro fama ha subito un drastico calo e sono ancora spesso considerati vini minori.

Eppure, la straordinaria complessità e la ricchezza di un Marsala, di uno Jerez, di un Madeira o di un Porto, sono piaceri che ancora pochi riescono a concedersi e a capire, soprattutto, sono molti quelli che sono ancora legati al concetto di scarsa qualità che ha caratterizzato la maggioranza di questi prodotti fino a qualche anno fa.

Una corretta informazione ed un ritorno alla degustazione riuscirebbero a riportare in auge questi prodotti. 

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Di Admin (del 19/09/2008 @ 20:26:27, in Eventi, linkato 51 volte)

 


 

Una due giorni fitta d'appuntamenti caratterizza il Meeting Slow Food Campania e Terra Madre Campania, previsto per domani e domenica nel Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima, e promosso in collaborazione con l'Assessorato all'Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania e le province di: Napoli, Avellino, Benevento. Si parte alle ore 10 con il convegno su "Principi di una nuova agricoltura", teso ad approfondire le prospettive dell'agricoltura di piccola scala, non solo analizzandone gli aspetti tecnici e di tutela ambientale, ma anche commerciali, collegati all'esigenza sempre più sentita di promuovere le piccole produzioni a partire dal consumo locale. Sul tema, coordinati dal giornalista Ciro Cenatiempo, ne discutono: il Presidente di Slow Food Campania Gaetano Pascale, il Presidente della Provincia di Napoli Riccardo Di Palma, il coordinatore Fondazione Campagna Amica Carlo Hausmann, l'Assessore all'Agricoltura e alle Attività produttive Regione Campania Andrea Cozzolino, l'Agronomo e Tecnologo Alimentare Augusto Cattaneo ed il Segretario nazionale Slow Food Silvio Barbero. Dalle ore 13,30, invece, spazio ad un buffet di prodotti delle province di Napoli e Salerno presentati dai contadini invitati a Terra Madre Campania e, alle ore 15, l'illustrazione a soci, enti ed istituzioni, delle iniziative dei Presidi, dei Mercati della Terra e degli Orti in Condotta, tutti compresi nei "Progetti Slow Food". Chiude la prima giornata del meeting un incontro (ore 18) su "L'affascinante mondo del caffè". Domenica 21 alle ore 10, inoltre, tocca a "Terra Madre Campania", focus condotto dal giornalista e scrittore enogastronomico Luciano Pignataro sull'importante appuntamento dell'ottobre prossimo a Torino, in concomitanza con il Salone del Gusto. Prendono parte all'incontro le comunità del cibo, i cuochi, i docenti e le Condotte Slow Food della Campania, con le conclusioni affidate al Presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese. Alle ore 13,30, inoltre, ancora un buffet di prodotti questa volta delle province di Avellino, Benevento e Caserta. C'è una particolare attesa per l'apertura (ore 15) del mercatino dei produttori di Terra Madre Campania. All'iniziativa partecipano una cinquantina di aziende che mettono in vetrina tanti prodotti, molti dei quali vere e proprie rarità, e rappresenta un banco di prova di una proposta che sarà varata entro la fine anno e che riguarda i mercati di diverse città dove, con cadenza mensile o quindicinale, le stesse aziende metteranno in vendita i loro prodotti. Alle ore 16, il Laboratorio dedicato ai bambini "Che gusto c'è", chiuderà il primo Meeting Slow Food Campania e Terra Madre Campania. Per contatti ed informazioni visitare il sito internet www.slowfoodcampania.com ufficio stampa: Slow Food Campania

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