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	<title>IL CERTOSINO</title>
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	<tagline type="text/html">IL CERTOSINO</tagline>
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		<name>IL CERTOSINO</name>
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		<title><![CDATA[Liquori e infusi in cucina, perchè no?]]></title>
		<id>http://www.ilcertosino.com/dblog/articolo.asp?articolo=34</id>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><img src="/public/risottolimoncello.jpg" alt="" /></p>
<p><font color="#000000">Suadenti fine pasto per accompagnare dessert o per rinfrescarsi nelle calde serate d'estate, dicevamo, nel post precedente, a proposito degli infusi di frutta ed erbe. </font></p>
<p><font color="#000000">In realt&agrave;, con un pizzico di creativit&agrave;, questi liquori possono diventare, magari utilizzandoli sapientemente e sfruttando le loro caratteristiche aromatiche, a dare un tocco d'enfasi ad un piatto o, se si &egrave; in vena di sperimentazioni, come veri e propri protagonisti di una preparazione gastronomica. In ambedue i casi il risultato potrebbe risultare l'arma vincente per accattivarsi la simpatia degli amici a tavola. </font></p>
<p><font color="#000000">Vi do due idee, sperimentate personalmente e quindi senza il pericolo di preparare immondi pastrocchi. </font></p>
<p><font color="#000000">La prima riguarda l'uso come supporto per, a chi piace, accompagnare formaggi sapidi e a media stagionatura. E' un ridotto (la procedura di riduzione sta a significare la preparazione di uno sciroppo denso) di liquore di nocino. La preparazione &egrave; abbastanza semplice: in un pentolino versate 2 bicchieri di liquore di nocino (segliete quelli fatti in casa o da produttori artigianali), 100gr. di zucchero semolato e una punta di cucchiaio di amido per cucina. Mescolate in modo che lo zucchero e gli altri componenti si sciolgano, portare ad una leggera ebbollizione e quindi abbassare la fiamma cuocendo lentamente il liquido, continuando a mescolare, in modo che non attacchi e che addensi pi&ugrave; in velocemente. Il ridotto &egrave; pronto quando mettendone una goccia tra indice e pollice vi sembri denso tanto da filare. Attenzione per&ograve; a non caramellare il composto. Lasciate raffreddare e conservate in un vasetto di vetro per l'uitilizzo che, poi, ne vorrete fare. </font></p>
<p><font color="#000000">Il secondo suggerimento &egrave; una preparazione a base di riso. In realt&agrave; potremmo chiamarlo risotto poich&egrave; il procedimento di cottura &egrave; quello proprio del risotto. </font></p>
<p><font color="#000000"><u>Risotto al limoncello di Sorrento</u>. </font></p>
<p><font color="#000000">Ingredienti per 4 porzioni: </font></p>
<ul>
    <li><font color="#000000">Riso Carnaroli, 300gr. </font></li>
    <li><font color="#000000">Brodo vegetale (no dado), 1 lt. </font></li>
    <li><font color="#000000">Cipolla bianca, mezza </font></li>
    <li><font color="#000000">Olio extravergine d'oliva IGP della Penisola Sorrentina, un bicchiere </font></li>
    <li><font color="#000000">Burro fresco, 30 gr. </font></li>
    <li><font color="#000000">Liquore di limoni di Sorrento da frutti non trattati IGP, un bicchiere </font></li>
    <li><font color="#000000">Grana grattuggiata (meglio se di p</font><font color="#000000">ecora), 150 gr. </font></li>
    <li><font color="#000000">Pepe bianco macinato fresco, qb&nbsp; </font></li>
</ul>
<p><font color="#000000">Procedimento: </font></p>
<p><font color="#000000">Fate imbiondire la cipolla affettata sottile&nbsp;nell' olio &egrave; in met&agrave; del burro. Versate il riso e tostarlo, avendo cura di non bruciarlo.&nbsp;Aggiungete quindi un mestolino di brodo, il bicchiere di limoncello e il pepe bianco. Lasciate sfumare. Una volta ritornato asciutto il riso, avviare alla cottura versando brodo, di volta in volta, in quantit&agrave; sufficiente a coprirlo appena. Procedere sino a cottura, togliere il risotto dal fuoco, mantecare con la grana e aggiungere il restante burro. </font></p>
<p><font color="#000000">Lasciate riposare il risotto per almeno 5 minuti prima di servire, magari guarnendo il piatto con scorze fresche di limone di Sorrento IGP. </font></p>
<p><font color="#000000">A questo risotto abbinerei un bianco di Capri.</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Infusi alcolici d'erbe e frutta, un arte antichissima]]></title>
		<id>http://www.ilcertosino.com/dblog/articolo.asp?articolo=33</id>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><font color="#000000"><img src="/public/limone.jpg" alt="" /></font></p>
<p><font color="#000000">Risalgono, probabilmente, all'epoca imperiale se ne ritrova traccia negli scritti di Ovidio nei quali si racconta che il poeta, giunto a Roma dalla nativa Sulmona, fu ammesso alla corte imperiale, dove conobbe Giulia, la figlia di Augusto, che lo prese in simpatia e gli offerse amicizia, protezione a forse anche l&rsquo;amore. </font></p>
<p><font color="#000000">L&rsquo;autore de &quot;&rsquo;Ars amandi&quot; un giorno le don&ograve; un liquore, il mulsum citreum, un vino mielato al profumo di cedro. Si presume che quel mulsum citreum sia stato l&rsquo;antenato delle bevande alcoliche a base di agrumi. </font></p>
<p><font color="#000000">Ma gli infusi hanno iniziato la loro vera diffusione come medicamento. </font></p>
<p><font color="#000000">La scuola medica salernitana, nel medioevo, scopr&igrave; che grazie all'alcol era possibile mantenere i principi attivi e benefici di piante, radici e frutti. Da allora gli infusi divennero molto popolari grazie e soprattutto al contributo dei monaci che negli eremi si dedicavano, in maniera continuativa, alla selezione e alla raccolta degli ingredienti officinali. </font></p>
<p><font color="#000000">Oggi il mercato offre una variet&agrave; notevole di liquori, amari ed infusi alcolici non sempre risultato di una ricetta tradizionale ma frutto della fantasia e di miscele di estratti . </font></p>
<p><font color="#000000">Quando parliamo di infusi la mente ci riporta, puntualmente, a quelli prodotti in casa e di cui ogni famiglia conserva un ricetta personale e segreta. Limoncello, Finocchietto, Liquirizia, Nocino, Concerto, tanto per ricordarne qualcuno, non rappresentano pi&ugrave; medicamenti ma squisiti dopopasto che accompagnano dessert e gelati o che ci affrancano nelle afose serate estive. </font></p>
<p><font color="#000000">Negli ultimi decenni si sono sviluppate piccole imprese agricole che, proprio partendo da segrete e personali ricette di famiglia, hanno cominciato a produrre per il mercato questi liquori. Il loro profilo &egrave; ben delineato e si distingue nella pratica, assolutamente artigianale, dele preparazioni.</font> </p>]]></content>
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		<title><![CDATA[La necessità di fare "rete" ]]></title>
		<id>http://www.ilcertosino.com/dblog/articolo.asp?articolo=32</id>
		<created>2009-05-14T10:22:40+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img src="/public/la-rete-part.gif" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font color="#000000">E' stato sempre un nostro limite quello di non essere in grado, nella pratica, di costruire una rete efficace di interessi comuni. Forse perch&egrave; ancora troppo legati a vecchie logiche ed abitudini, forse perch&egrave; il legame &quot;alla roba&quot;, di Pirandelliana concezione, &egrave; troppo radicato nel nostro DNA. </font></p>
<p><font color="#000000">Mi vengono in mente, giusto per fare un esempio, i Patti territoriali, i Consorzi di tutela di alcune DOP, le Comunit&agrave; montane e i Parchi nazionali. Abbiamo assistito, troppo spesso, a titanici &quot;carrozzoni&quot;, pi&ugrave; o meno istituzionali, che sono partiti interpretando il concetto di &quot;rete&quot; costruendo contenitori che sono restati li, in parcheggio, a raccogliere polvere e qualche consenso ideologico. </font></p>
<p><font color="#000000">L'area vesuviana dispone,e tutti noi lo sappiamo, di risorse e tipicit&agrave; non riproducibili altrove, potenzialit&agrave; spesso sminuite da un'offerta debole, mal organizzata e che continua a muoversi sul mercato in maniera caotica e, troppo spesso, maldestra, dimenticando che &egrave; vero: &ldquo;l'unione fa la forza&rdquo;, ma le forze, per essere efficaci, hanno bisogno di essere controllate e guidate e che non basta il Marketing territoriale da solo. </font></p>
<p><font color="#000000">Un &quot;Vesuvio che va&quot;, se va, si muove per cavoli suoi grazie e soprattutto ad iniziative individuali e, il pi&agrave; delle volte, eroiche. </font></p>
<p><font color="#000000">Ho sempre pensato che il Vesuvio rappresenti un &ldquo;Logo&rdquo; di straordinario impatto comunicazionale, uno dei pi&ugrave; riconosciuti al mondo, forse pi&ugrave; della Coca Cola. Perch&eacute; non sfruttarlo a dovere? </font></p>
<p><font color="#000000">I cambiamenti veri si muovono sempre dal basso e penso sia forse giunto il momento di stringerci intorno alle pendici del vulcano e, salendo verso la vetta, raccogliere quanto di buono, sano e prezioso vi troviamo. Raccogliere, valorizzare e proporre, nei luoghi giusti e nei modi corretti, mettendo in campo tutta la nostra passione e, chi ne ha, professionalit&agrave; , doti che troppo spesso riusciamo ad esprimere cosi bene, nella maggior parte dei casi, solo lontano da casa.</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[La necessità di fare "rete"]]></title>
		<id>http://www.ilcertosino.com/dblog/articolo.asp?articolo=31</id>
		<created>2009-05-11T17:54:40+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><font color="#000000"></font></p>
<p><font color="#000000"></font></p>
<p><font color="#000000"><img alt="" src="/public/vesuvio.jpg" /></font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><font color="#000000">Il Vesuvio, sicuramente tra le meraviglie del mondo, &egrave; un millenario compagno di vita per centinaia di migliaia di persone. Un vulcano attivo spesso al centro di preoccupazioni e timori.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000">Lo riscopriamo culla di eccellenze e di tipicit&agrave; sorprendenti. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000">Da queste considerazioni nasce un'idea: evidenziare queste eccellenze ragionando sulle realt&agrave; note e meno note che hanno puntato e continuano a puntare sulla qualit&agrave; e la tipicit&agrave; senza perdere di vista il contesto ambientale e le conseguenti difficolt&agrave; che ne derivano. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000">Questa sezione del Blog de &quot;Il Certosino&quot; &egrave; dedicata&nbsp;ad accogliere, fuori dal mondo di Face Book (dove &egrave; nato il gruppo) tutti gli appassionati, gli operatori del settore agroalimentare e della comunicazione che si ritrovano nella filosofia di questa iniziativa.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000">Come in ogni blog. cercheremo di&nbsp;inserire contenuti a disposizione di tutti, stimolando, nel contempo, lo scambio di idee e le proposte. Siamo certi, senza voler essere presuntuosi, che questo strumento, insieme ad altri, ci aiuti a cogliere l'obiettivo, cio&egrave; creare una rete reale di interessi culturali, informativi e imprenditoriali intorno al Vesuvio e a sostenerla..&nbsp;</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Quando l'olio è buono? seconda puntata]]></title>
		<id>http://www.ilcertosino.com/dblog/articolo.asp?articolo=30</id>
		<created>2009-05-06T12:27:52+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img src="/public/olivo_2.jpg" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font color="#000000"></font></p>
<p><font color="#000000">Riprendiamo con la seconda puntata il nostro itinerario informativo dedicato all&rsquo;olio extravergine d&rsquo;oliva. Compriamolo &ldquo;col naso&rdquo; , non &ldquo;a naso&rdquo; Il Profumo e l&rsquo;aroma &ndash; 1 </font></p>
<p><font color="#000000">Per ottenere un&rsquo;extravergine di qualit&agrave; &egrave; indispensabile che tutte le operazioni effettuate sulle olive siano razionali ed efficaci: dalla coltivazione fino all&rsquo;estrazione in frantoio. Le olive devono essere sane, al giusto punto di maturazione e raccolte dall&rsquo;albero a mano o con mezzi meccanici, evitando la raccolta a terra, la raccolta per caduta spontanea su reti che avviene solo quando viene superato il massimo livello di maturazione e inizia il processo di marcescenza, la bacchiatura, ossia la caduta delle olive procurata battendole con lunghi bastoni. </font></p>
<p><font color="#000000">Questi metodi vengono purtroppo ancora praticati in alcune aree per necessit&agrave; derivanti dalla grande dimensione degli ulivi, a terreni scoscesi, per erronei usi e consuetudini e per decenni di contraddittorie politiche comunitarie. Agli olivicoltori venivano infatti erogati notevoli contributi finanziari a fondo perduto sulla base delle quantit&agrave; di olio prodotto, indifferentemente dal suo livello qualitativo o dal tipo di colture praticate. </font></p>
<p><font color="#000000">Ci&ograve; ha originato irreversibili danni al comparto perch&eacute; tale sistema ha portato il nostro Paese, il pi&ugrave; vocato al mondo per produrre extravergini di qualit&agrave;, ad essere quasi per il 50% della sua produzione costituita da &ldquo;oli lampanti&rdquo;, cosi denominati in quanto non commestibili. </font></p>
<p><font color="#000000">Per essi, come per gli oli di semi, &egrave; obbligatoria la raffinazione con solventi chimici per eliminare l&rsquo;elevata acidit&agrave; libera e necessarie altre pratiche violente quali la decolorazione e la deodorazione per togliere i nauseabondi odori. Va anche considerato che con la raffinazione vengono eliminati gli attributi di gusto e aroma che fanno dell&rsquo;extravergine il pi&ugrave; valido condimento dello stile alimentare mediterraneo e soprattutto quei preziosi microelementi, le vitamine e gli antiossidanti, cui sempre pi&ugrave; la scienza attribuisce propriet&agrave; di prevenzione contro diverse patologie e per alcuni aspetti quasi terapeutiche.</font> </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ilcertosino.com/dblog/articolo.asp?articolo=30"/>
		<issued>2009-05-06T12:27:52+01:00</issued>
		<modified>2009-05-06T12:27:52+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Quando l'olio é veramente buono?]]></title>
		<id>http://www.ilcertosino.com/dblog/articolo.asp?articolo=29</id>
		<created>2009-04-24T12:54:28+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img src="/public/orcettimod.jpg" alt="" /></p>
<p><font color="#000000">Nell&rsquo;ottica delle nostre modalit&agrave; operative che, come sapete, prediligono fornire una corretta informazione sulle problematiche enogastronomiche, abbiamo pensato fosse utile per tutti voi, attenti alla qualit&agrave; e al gusto, avere uno strumento corretto di valutazione di uno dei prodotti pi&ugrave; presenti nella nostra alimentazione: l&rsquo;Olio. </font></p>
<p><font color="#000000">Per cui, evitando di tediarvi in una lettura lunga e complessa, abbiamo pensato di &ldquo;dividere in puntate&rdquo; questo percorso informativo, eventualmente dandovi il tempo di chiedere approfondimenti e delucidazioni. </font></p>
<p><font color="#000000">Come avete letto nell&rsquo;oggetto l&rsquo;argomento &egrave; la riconoscibilit&agrave; dell&rsquo;olio, della sua qualit&agrave; attivando gli strumenti della degustazione. Non dimenticate che il nostro olfatto-gusto &egrave; uno strumento potentissimo che tutti noi, spesso, sottovalutiamo. Le informazioni che, qui di seguito vi daremo, sono tratte da una pubblicazione di Raffaele Sacchi, professore di chimica e tecnologia degli oli e grassi presso la facolt&agrave; di Agraria dell&rsquo;universit&agrave; Federico II di Napoli. Raffaele Sacchi, oltre che un divulgatore, &egrave; anche un apprezzato illustratore umoristico-scientifico ed &egrave; studioso da oltre 20 anni della qualit&agrave; sensoriale e della tipicit&agrave; dell&rsquo;olio extravergine d&rsquo;oliva. </font></p>
<p><font color="#000000">Compriamolo &ldquo;col naso&rdquo; , non &ldquo;a naso&rdquo; </font></p>
<p><font color="#000000">Il Colore e la torbidit&agrave;: Il Colore dell&rsquo;olio dipende dalla quantit&agrave; di pigmenti gialli (caroteni) e verdi (clorofilla) presenti. Questi, a loro volta, dipendono da numerosi fattori quali: variet&agrave; e stadio di maturazione delle olive, tecnologia di estrazione, conservazione. Il colore, in senso assoluto, non &egrave; un indicatore affidabile della qualit&agrave; effettiva dell&rsquo;olio. Infatti, a meno di colorazioni tendenti all&rsquo;arancio o al bruno, che denotano un&rsquo;evidente ossidazione, ol colore pi&ugrave; o meno giallo o pi&ugrave; o meno verde non &egrave; strettamente legato alla qualit&agrave; oggettiva del prodotto (nutrizionale e sensoriale). </font></p>
<p><font color="#000000">La torbidit&agrave; non &egrave; necessariamente, come qualche produttore tende a far credere, indice di genuinit&agrave; e superiore qualit&agrave;: l&rsquo;olio appena ottenuto al frantoio si presenta leggermente torbido, velato, &egrave; assolutamente normale, per&ograve;, che nel tempo possa depositare sul fondo un po&rsquo; di sedimento e tracce d&rsquo;acqua (morchie) che se non allontanati tendono nel tempo ad alterare i profumi originari dell&rsquo;olio. </font></p>
<p><font color="#000000">Certamente l&rsquo;olio velato appena prodotto ha qualit&agrave; uniche (olio nuovo e vino vecchio dicevano gli antichi), ma dobbiamo stare attenti a conservarlo a basse temperature al buio e a consumarloin qualche mese. Altrimenti &egrave; opportuno effettuare dei travasi ed eventualmente la filtrazione. </font></p>
<p><font color="#000000">Gli olio in bottiglia, per prolungate distribuzioni e per una vita media di oltre 1 anno, sono, per questo motivo, solitamente filtrati. Di per se quindi, il fatto che sia torbido o limpido non dice niente sulla qualit&agrave;, il tutto &egrave; legato alle modalit&agrave; di conservazione e al tempo dell&rsquo;uso del prodotto. </font></p>
<p><font color="#000000">Per ora &egrave; tutto, la prossima &ldquo;puntata&rdquo; parleremo del profumo-aroma. Un saluto a tutti Voi. </font></p>
<p><font color="#000000">Francesco</font> </p>]]></content>
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		<issued>2009-04-24T12:54:28+01:00</issued>
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