Sia in Europa che in USA aria nuova sulla chiarezza delle etichette alimentari: tutelati produttori, trasformatori e consumatori.
Il 20 Febbraio scorso è stato approvato un disegno di legge che porterà entro breve, a meno di improbabili dietrofront, a rendere obbligatoria in etichetta l’origine dei prodotti agroalimentari. Curiosamente, proprio nelle stesse ore, dall’altra parte dell’Atlantico il neopresidente USA Obama ha impresso una decisa svolta alla politica alimentare statunitense promuovendo l’indicazione di provenienza sulle etichette degli alimenti. Una svolta storica per gli Stati Uniti, un’iniziativa per favorire acquisti consapevoli da parte dei cittadini americani con una maggiore trasparenza sul vero Made in Usa ma che scontenta non poco le potenti lobby della distribuzione e trasformazione alimentare che erano abituate ad operare tranquillamente senza dover rendere conto al consumatore.
In particolare il problema riguarda infatti principalmente la carne, importata in modo massiccio da Messico e Canada e venduta come americana, ma anche la frutta e verdura ed altri prodotti provenienti dall’estero che vengono sovente “confusi” con le produzioni locali.
Tornando all’Italia è significativo il commento del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia: “Il Disegno di legge per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare contiene, all’articolo 6, anche le nuove norme sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari e sancisce un patto forte fra produttori, trasformatori e consumatori che saranno chiamati a stabilire per quali prodotti dovrà essere obbligatorio, e in che termini, indicare l’origine in etichetta. Stiamo lavorando sin dal giorno dell’insediamento per inaugurare una nuova stagione, nella quale la trasparenza delle informazioni a disposizione dei cittadini sia, allo stesso tempo, un valore aggiunto ed una grande opportunità per le aziende ed un decisivo criterio di scelta di cosa acquistare da parte dei consumatori”. “La nuova normativa sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari avrà anche una funzione deterrente dei comportamenti commercialmente o legalmente scorretti a danno dei consumatori. A questi ultimi – ha spiegato ancora il Ministro – intendiamo dare tutti gli strumenti necessari per orientarsi in un mercato difficile e avere così un ruolo attivo di ‘giurato della qualità’ dei prodotti che intenderà acquistare”.
Indicazione obbligatoria del luogo di origine del prodotto e - se e' trasformato- del luogo dell'ultima trasformazione sostanziale e dell'origine del prodotto principale; sanzioni fino a 10.000 euro per gli inadempienti e, come anticipato, una lista dei prodotti da tutelare, stilata insieme ai produttori, filiera per filiera.
I punti salienti del Disegno di legge sono questi.
“La norma risponde perfettamente ai criteri di “tracciabilità che, dal 2002, sono le fondamenta solide di ogni normativa inerente la sicurezza alimentare. Sia chiaro – ha spiegato Zaia – che non c’è alcuna volontà protezionistica, bensì una doverosa difesa dei prodotti di qualità dell’agroalimentare italiano e dei consumatori , che non vanno mai indotti in errore".
Il Disegno di legge punta a rilanciare il settore-agroalimentare, introducendo importanti novità soprattutto per quanto riguarda l’attività di contrasto delle frodi. L’articolo 2 del provvedimento, infatti, rafforza la tutela e la competitività dei prodotti a denominazione protetta, modificando la legge 11 aprile 1974, n. 138 ed introducendo l’applicazione di sanzioni più severe. Con l’articolo 1 si rinnova la norma relativa ai contratti di filiera e di distretto, rendendo questo strumento operativo per una più ampia platea di imprese, soprattutto quelle non comprese nelle aree svantaggiate, già da tempo sostenute da questa importante misura. La norma ha già ottenuto il parere positivo della Conferenza Stato Regioni”. Secondo una recente indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani la quasi totalità dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti. Quandi per una volta un provvedimento di legge a “furor di popolo”!!
da Enotime, articolo a firma di Elisabetta Fezzi